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Dossier condensatori low-ESR - HIRC
Dossier condensatori low-ESR
Autore: Antonio Trapanese e Donato Clun
Data: 11/03/2003

Origine e conseguenze di un "furto"

La controversia che ha causato questi problemi nasce da un caso piuttosto particolare. Un ingegnere dei materiali della Rubycon Corporation stava lavorando ad un nuovo tipo di elettrolita a base di acqua, con il quale sarebbe stato possibile costruire dei condensatori caratterizzati da una resistenza molto ridotta: il P-50.

Questo scienziato ha però abbandonato la Rubycon Corporation per andare a lavorare per la Luminous Town Electric in Cina, per la quale azienda ha prodotto una copia dell’elettrolita P-50.


Purtroppo questo scienziato non è stato l’unico ad avere la furba idea di scappare con la formula: anche i membri del suo staff hanno abbandonato Rubycon per vendere un elettrolita a basso prezzo a molte aziende taiwanesi produttrici di condensatori. Sfortunatamente i membri dello staff hanno copiato solo una parte della formula. Dunque, Il risultato è stato un elettrolita che, una volta inserito nei condensatori, si trasforma in una vera e propria “bomba a tempo”.

Il problema è legato alla mancanza di alcuni componenti fondamentali nell’elettrolita. Trattandosi di una sostanza a base di acqua, nel momento in cui viene sottoposta al passaggio di corrente elettrica, in essa avviene il fenomeno dell’elettrolisi. Questa reazione libera una certa quantità di gas, principalmente idrogeno, che fa gonfiare il condensatore. A causa di questo fatto, i condensatori con questi problema, si notano subito: appaiono visibilmente gonfiati, e in molti casi la pressione fa rompere la guarnizione di gomma che tappa il condensatore nella parte inferiore, oppure il coperchio superiore, provocando la fuoriuscita dell’elettrolita. Una volta che dal condensatore è uscita questa sostanza, esso perde pressoché tutta la capacità di immagazzinare corrente elettrica, creando grossi problemi nei circuiti in cui è stato inserito.




Quando questo accade all’interno di un computer, le prime 'vittime' sono il processore e la memoria RAM, poiché i condensatori low-ESR sono usati principalmente proprio nei circuiti di regolazione del voltaggio di questi ultimi. Il rischio che si danneggino è, tutto sommato, abbastanza limitato, poiché la mancanza dei condensatori tende a creare dei “buchi” nell’alimentazione di questi componenti (non delle sovratensioni, per fortuna). Il primo sintomo è dunque una strana instabilità del sistema, poiché i problemi di alimentazione provocano la corruzione dei dati.

Alcuni test effettuati, hanno rivelato che la vita di questi condensatori è di circa 2000 ore (mediamente sono garantiti per 4000 ore), ma secondo Intel, questi condensatori possono iniziare a dare problemi anche solo dopo 250 ore di utilizzo. Alla luce di ciò, è importante sottolineare che i sistemi che usano questi condensatori solitamente manifestano problemi solo dopo molte ore di utilizzo. Nelle foto inserite in questa pagina è possibile vedere i sintomi di questi problemi riscontrati su alcune schede madri.


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